Nella splendida cornice del Museo di Santa Caterina a Treviso si è svolto il talk di apertura dell’esposizione dedicata alla cultura e al design Olivetti, ai suoi designer e alle macchine per scrivere portatili che ancora oggi ci emozionano.

Quanto sia stato fondamentale l’apporto dell’architettura e del design all’interno dell’azienda Olivetti è ormai cosa nota, eppure è impossibile per la nostra cultura non ripercorrere ancora una volta i processi e le fasi che hanno di fatto trasformato un’epoca, segnando per sempre il nostro presente (anche attraverso il design).

Nell’ambito del talk di apertura della mostra Design e Cultura secondo il pensiero Olivetti, in corso fino al 20 giugno all’[E]Design Festival di Treviso, Beniamino de’ Liguori Carino (Segretario Generale – Fondazione Adriano Olivetti), Enrico Bandiera (Direttore – Associazione Archivio Storico Olivetti) e Emanuele Cappelli (Designer e Direttore Creativo), restituiscono al pubblico trevigiano il racconto di un’epoca attraverso lo stile olivettiano che vive ancora oggi in quegli oggetti di design così iconici e rivoluzionari.

Emanuele Cappelli E-Design Festival

Nel discorso ai lavoratori, avvenuto durante l’inaugurazione del nuovo stabilimento Olivetti a Pozzuoli (nel 1955), Adriano Olivetti – racconta nell’intervento in video Beniamino de’ Liguori Carino –  si rivolge ai suoi operai per trasmettere loro nuovi valori e visioni di un diverso modo di fare impresa e provando a cambiare dall’interno i pesanti meccanismi del capitalismo.

«Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?».

Adriano Olivetti

Questo discorso è stato raccolto in seguito all’interno di un testo, divenuto poi famoso: Ai lavoratori di Edizioni di Comunità. Il punto centrale anche all’interno di un’azienda, dunque, torna ad essere l’uomo. Se si analizzano gli stabilimenti di Ivrea, disegnati dai più importanti architetti del tempo su commissione di Adriano Olivetti, salta subito all’occhio, infatti, lo spazio centrale che l’uomo e la donna ricoprono nel progetto. Non sono più solamente degli operai e delle operaie ma risorse necessarie e per questo degne di rispetto per la fabbrica. Si nota l’attenzione per la la persona dalla presenza di dormitori attrezzati, di biblioteche e luoghi ricreativi dove poter coltivare la propria cultura durante le pause e un rapporto più umano tra colleghi.

I designer di Olivetti e le macchine per scrivere portatili in mostra all’ [E]design Festival.

I designer sono stati per Adriano Olivetti, all’interno di quel disegno visionario di nuova impresa, dei fedeli alleati che hanno saputo interpretare e condividere valori altamente rivoluzionari per il tempo. Per questo motivo all’interno del percorso espositivo voluto dalla Direzione Artistica di [E]Design Festival in collaborazione di Associazione Archivio Storico Olivetti e Cappelli Identity Design, sono ricordati tutti: per ogni designer un periodo storico diverso.

Tra i più noti ricordiamo infatti: Giovanni Pintori che ricopre per molti anni il ruolo di direttore artistico dell’Ufficio Tecnico Olivetti e ottiene la Palma d’Oro della Federazione Italiana Pubblicità (primo di una lunga serie di riconoscimenti). Ettore Sottsass, autore tra gli altri dei poster pubblicitari e progettista della famosa macchina per scrivere Valentine, Marcello Nizzoli che firma il design della indimenticabile Lettera 22, protagonista degli anni 50 e simbolo del Made in Italy nel mondo.

Non mancano ancora i designer di fama mondiale come Milton Glaser, uno dei graphic designer più influenti al mondo, autore del logo I love New York, scomparso nel 2020 all’età di novant’anni, ha firmato per Olivetti una serie di poster pubblicitari per la Valentine determinando importanti cambiamenti nella disciplina del disegno grafico.

Cappelli Identity Design E-Design Festival

Le macchine per scrivere portatili, selezionate per la mostra, hanno il compito di portare l’attenzione del visitatore su un importante cambiamento storico su quella società che da moderna si apprestava a porre le basi per quello che oggi chiamiamo contemporaneo. Stava nascendo una nuova società dinamica, focalizzata sul benessere e sulla libertà e chiedeva un oggetto in grado di interpretare questo spirito.

Per Olivetti questa richiesta ha coinciso con l’ideazione della macchina per scrivere portatile: leggera e affidabile fino a divenire vero simbolo di un tempo oltre che un inseparabile strumento di lavoro per molti intellettuali italiani e non, come Italo Calvino, Sylvia Plath, Pier Paolo Pasolini, Oriana Fallaci.

Emanuele Cappelli, lo studio Cappelli Identity Design e la progettazione per Olivetti.

In questo incredibile percorso Emanuele Cappelli attraverso l’Olivetti Design Contest diventa il testimone dei valori olivettiani di oggi. Firmando i poster di tutte le edizioni del concorso, ideato per coinvolgere studenti e giovani designer delle più importanti accademie di arte e design (nazionali e internazionali) all’interno della progettazione di nuovi prodotti e prototipi da ufficio, si fa portavoce di quei valori indimenticabili.

Lo studio Cappelli Identity Design prende da sempre ispirazione dalla grande visione di Adriano Olivetti, cercando di applicare, nel lavoro di tutti i giorni, aspetti che si allineano a un pensiero progressista.

Dai valori di inclusione e integrazione fino al rispetto per l’ambiente lavorando attivamente per una corretta promozione della cultura del design. Lo studio, guidato da Emanuele Cappelli, nel 2020 ha l’occasione di raccontare questi valori firmando il rebranding per Fondazione Adriano Olivetti, istituzione che tutela il patrimonio culturale della persona Adriano Olivetti.

Cosa vuole dire disegnare per Olivetti?

«Olivetti è il simbolo del design democratico e della cultura i suoi valori si sono insinuati nel tempo e lo hanno arricchito di innovazione creando modelli immortali perché pensati nel rispetto della persona e della sua vita.  Modelli industriali condivisi e costruiti sul sapere, rivoluzionari, efficaci. Disegnare per Olivetti è partecipare a questi valori, farne parte».

Emanuele Cappelli

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’[E]design Festival, Luciano Setten e Paola Bellin che sottolineano la necessità di diffondere ancora oggi valori così importanti per la nostra comunità: portare a Treviso una realtà conosciuta in tutto il mondo e considerata eccellenza del made in Italy costituisce un’occasione di arricchimento e confronto per tutti coloro che vorranno visitare la mostra.

Emanuele Cappelli e i suoi poster - Olivetti Design Contest
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