La grafia reinterpretata di Federico Fellini diventa una font, i suoi film ne raccontano la vita, il sogno è il concept del progetto architettonico. Cappelli Identity Design per l’Italian Pavilion della 77a Mostra del Cinema di Venezia.

I cento anni di cinema del regista riminese Federico Fellini nel mondo della cultura italiana e internazionale, si fanno sentire. Per questo motivo nell’ambito della 77a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia l’Italian Pavilion, progettato da Cappelli Identity Design, dedica il progetto architettonico al grande regista e con lui agli elementi tipici che rappresentano la sua poetica: la luce e il sogno. Cappelli Identity Design, per il terzo anno consecutivo, firma il concept dell’allestimento dell’Italian Pavilion e presenta per la prima volta una font tipografica: Felliniana, ispirata alla grafìa del Maestro.

Sognare e superare i limiti. Questo il concept del progetto architettonico per l’Italian Pavilion.

Parte esattamente da qui lo spirito con cui lo studio Cappelli Identity Design decide di affrontare la progettazione dell’Italian Pavilion dell’edizione 2020. Il concept ruota attorno alla volontà di superare i limiti spazio temporali realizzando un’installazione commovente per bellezza, leggerezza e impalpabilità.

Emanuele Cappelli e il suo team disegnano un ambiente per contenere i sogni di tutti: la libertà per chi ha sofferto chiuso aspettando il domani, la rinascita per chi ha perduto tempo e amore, la speranza per chi ha bisogno di immaginare un presente senza dolore. Coerente con la visione del Maestro e con la cifra stilistica di Cappelli Identity Design, lo studio riempie lo spazio di luce e colori, creando muri trasparenti e inesistenti che, bagnati dalla luce del sole, restituiscono la naturale armonia tra uomo e spazio.

«Per il progetto architettonico dell’Italian Pavilion dedicato a Federico Fellini siamo entrati nei suoi sogni e siamo andati alla ricerca di un mondo onirico in grado di far superare limiti e frustrazioni. In questa particolarissima edizione della Mostra del Cinema di Venezia abbiamo lavorato in squadra per conferire alla luce il suo significato e la sua necessità primordiale, segnalando anche un contrasto rispetto al trascorso periodo passato in chiusura, per tutti. Nel sogno tutto è possibile e per questo abbiamo costruito simbolicamente muri trasparenti che non esistono e che, anzi, se bagnati dal sole, aumentano la presenza della luce e dei colori all’interno dello spazio, restituendo all’essere umano quel naturale rapporto dello spazio fatto di vuoti e di pieni».
Emanuele Cappelli

FELLAS22: Federico Fellini raccontato da Federico Fellini

In pieno spirito felliniano Cappelli Identity Design e Raffaele Simongini, storico del cinema, autore e documentarista, rendono omaggio al Maestro con un cortometraggio realizzato con estratti delle immagini più famose dei suoi film, che viene proiettato all’interno dello spazio dell’Italian Pavilion per far rivivere ed apprezzare la visione e l’arte del Maestro. La video-installazione, dal titolo FELLAS22, rappresenta un modo per concertare in un grande unicum persone e artisti che hanno fatto parte della storia del cinema e della vita di Federico Fellini, raccontato nell’unico linguaggio possibile: la scrittura filmica.

Design e cinema: dentro quel mondo fatto dai sogni.

Quanto il cinema sia strettamente collegato al disegno ce lo dimostra proprio Federico Fellini, riminese doc, classe 1920. Nato cento anni fa nel mese di gennaio, scandisce con un segno indelebile la storia del cinema italiano e non. Ma Fellini, prima ancora di diventare un regista memorabile, era un illustratore. Esordisce come vignettista umoristico alla fine degli anni ’30 per dedicarsi poi anche al fumetto seriale. Sono famosi gli schizzi colorati su carta che era solito fare per appuntare i suoi sogni, su consiglio dello psichiatra junghiano Ernest Bernhard, attraverso i quali fissava anche le scene dei suoi film. Lo stile felliniano segna un’epoca e il regista, riprendendo la sua citazione: «vorrei diventare un aggettivo», ci riesce davvero. Si chiama felliniano quel tipo di cinema dall’estetica prettamente onirica, grottesca e surreale che richiama, appunto, lo stile inconfondibile del Maestro. Cinema, sogno e disegno sono in Fellini, così, una cosa sola: l’evoluzione del sogno passa per il disegno che diventa film. L’elemento onirico, fondante della sua arte, immaginiamo sia stato di ispirazione anche nella sua vita: non rinunciare mai, superare ogni limite, vivere con pienezza e con gioia ogni momento e occasione.

Quell’amore appassionato che dimostrava per la vita, l’aveva anche per le donne. Ma nel suo privato Federico Fellini tra tutte ne aveva scelta una sola: Giulietta Masina, attrice, moglie e fedele compagna. Una donna dalla statura piccola e dall’aspetto minuto, eppure così potente dentro e fuori la macchina da presa. A questo proposito sono memorabili le lettere d’amore di Federico a Giulietta, nelle quali non perde occasione di dichiarare il suo infinito affetto per lei. È da questa letteratura d’amore che nasce e prende forma l’inedita font Felliniana, che ispira anche il logo ufficiale del Padiglione Italia della 77esima Mostra del Cinema di Venezia. Ancora una volta un omaggio al grande Maestro che, anche attraverso la scrittura, lascia un segno e un riconoscimento a Giulietta, sempre fonte di ispirazione di tutto l’amore e la poeticità di cui Federico era capace.

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